Friday, August 09, 2013

Dalla Sharing Economy alla Collaborative Economy

Di consumo collaborativo e condivisione con tutti utilizzando ad esempio Airbnb per trovare un alloggio o una stanza a basso prezzo in una città ne discute il NYT  valutandone i pro e contro, cosi come Uber che permette a tutti di diventare "un taxi" o di poter usufruire di un "taxi" a basso costo ( Lift  o  siti di car-sharing come RelayRides e Sidecar e Car2go) , o servizi di prenotazione pulizie di casa Exec , o l'aiuto to-do nel proprio quartiere TaskRabbit , o i servizi di parcheggio Parking Panda, o una pensione o dog sitter per cani Dog Vacay  , oppure la rinvendita accessoori per baby inutilizzati Rentoid , o i servizi di prestito materiali,attrezzi o manodopera SnaapGoods, o il prestito di biciclette Spinlister, oppure comprare casa insieme con amici/famiglie Jerevedunemaison , o i viaggi condivisi TripnCo  , stanno scuotendo la vecchia idea di Old Economy  che chiede pressanti regolamentazioni .



Questi esempi mostrano che l'economia collaborativa sta perturbando diversi settori economici esistenti
i quali reagiscono chiedendo forti e restrittivi divieti.E' innegabile tuttavia il crescente interesse da parte degli utenti verso questo tipi di servizi e Apps , vedi il recente articolo sul tema del Professor Tim Wu  in cui sostiene  "Vietando queste applicazioni, i comuni pensano tutela dei consumatori e dei cittadini ... Ma le denunce sono aneddotiche e assomigliano piuttosto una reazione protezionista che destabilizza l'economia con  queste nuove industrie e potenziali mercati ".

Chi parla di un mondo dell'Affitto intricato  e chi di Inarrestabile Ascesa .
Stiamo passando da un mondo in cui siamo organizzati intorno alla proprietà a quella organizzata intorno all'accesso ai beni" ( Lisa Gansky )
Altri autori invece parlano di  Età di predazione ( Dominique Boullier ) o di Ecobnomia di Predazione (  Michel Gensollen ) in cui si sotolinea la necessità di avviare una "governance" dopo la rivoluzione digitale".


Le piattaforme di consumo collaborativo proliferano così come i blog aggregatori di news sul tema, o i giornali come Ouishare.net , o gli eventi sul tema come LeWeb , crescono Peers le collaborazioni  in cui i consumatori possono incontrarsi per condividere, promuovere e difendere l'economia della condivisione ( Sharing Economy ).


Vedi anche altro VIDEO 1   e Video 2    



Ora è possibile condividere qualsiasi cosa con chiunque in qualsiasi parte del mondo, è questo il fine dell' Hyperconsumo ?

Sul tema Sharing Economy vedi post 



@ e le Collaborative Cities  in Europe  

Saturday, March 30, 2013

Analfabetismo o Analfdigitalismo ?

Secondo l'OCSE (All, Adult Literacy and Life Skills)

il 33% degli italiani di fronte a una pagina contenente più informazioni non è in grado di individuare la soluzione del problema. E’ il nuovo analfabetismo che avanza e  che a differenza di quello classico di chi non sapeva né leggere né scrivere, si è metarmofizzato in chi sa leggere, ma non comprende...

Scientificamente si chiama analfabetismo funzionale e designa l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana...

Chi sono ?  pensionati e casalinghe non over 65 anni e i disoccupati dai 26 ai 35 anni ...

Tutta colpa della tecnologia o siamo al superamento di un modello Gutenberghiano? 
Ma cosa ha misurato l'OCSE ? Che strumenti usa ? Servono questi test ? 

Quali sono le nuove competenze per la nuova Digital Society , che richiede nuove figure professionali post fordiste, tayloriste ?   ( vedi ad es.  La fine del fordismo  )



L’analfabeta del 21° secolo non sarà più colui che non sa leggere e scrivere, ma chi non è capace di interagire con una varietà di piattaforme, strumenti e media digitali, si parla infatti di transliteracy la capacità di acquisire e rappresentare la conoscenza attraverso differenti media contemporaneamente.


Vedi anche   Quando l'analfabetismo è digitale

Sul tema dell'importante delle Abilità Digitali vedi  the-network-is-the-solution

Riprendo un vecchio post ...


Digital Brain e NetIntelligenze

Gutenberg ci ha reso stupidi ? Le tecnologie e il Web allora ...

La società digitale modifica le nostre capacità cognitive verso forme di intelligenza utilitaristica, più veloce e rapida, capace di multitasking e  simultaneità,
meno concentrata e analititica, ciò che per alcuni può essere definita NetIntelligenza.





Stiamo "evolvendo"verso un'intelligenza fluida, utilitaristica, che meglio si adatta al mondo/società digitale,una intelligenza capace di trovare un senso nella confusione delle informazioni mediali (multitasking).
I nativi digitali sono inoltre capaci di risolvere nuovi problemi indipendentemente dalle loro conoscenze acquisite,hanno sviluppato una nuova creatività intesa come un mix di conoscenza e una serie di collegamenti/link , una capacità di connessione con altre "digital-persone" (socialnetworking)

Un'intelligenza che spende meno tempo a cercare di ricordare (search) e più tempo alla generazione di soluzioni, in grado di   sviluppare un'integrazione più avanzata delle informazioni, anche in termini valutativi.
Un'intelligenza veloce nel muoversi tra le informazioni, senza approfondirle, ma capace di collegarle tra loro nella loro interezza o in parti, con possibili interconessioni di frammenti.


Un'intelligenza sempre in movimento, fluttuante più che concentrata,
capace di utilizzare forme di intelligenza distribuita,
capace di un apprendimento nuovo, più informale che formale,capace di scoprire in modo rapido ed efficace le informazioni estraendole da più media,spesso in modalità OffBrainin modalità web-mediate più che in operazioni cognitive mentali pure, più abile a trattare con una molteplicità di fattori.


Il problema allora è il pericolo dell' Analfdigitalismo più che dell'Analfabetismo  ?






Tuesday, February 05, 2013

Crossmedialità over IP


“il sistema crossmediale internazionale composto dai nuovi media che vi intrecciano le proprie abilità: quella di fare contenuti e quella di distribuirli su protocollo Internet. “
"la crossmedialità consente il collegamento tra media che hanno età diverse, come la televisione, Internet e Twitter. Il digitale e il protocollo IP riescono a metterle insieme e a farle interagire l’una con l’altra" ( E. Fleischner)
La crossmedialità veicola i propri contenuti tramite diversi media e su diversi devices.

Nel 2007 parlavo di  Era della IPinformation

La tecnologia attuale consente, ad una molteplicità di utenti, di accedere in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo alle informazioni necessarie, di selezionare dati tra diverse fonti e archivi informatici.
La diffusione molecolare dell'informazione è resa possibile con terminali portatili connessi alla rete, infatti gli utenti possono usufruire di una pluralità di dispositivi intelligenti, integrati nei più svariati tipi terminali mobili (cellulari,pda, smartphone, laptop) capaci di riconoscere e rispondere ininterrottamente in modo discreto e invisibile.
Tutto ciò favorisce user-empowerment degli utenti.

La banda larga insieme al versatile protocollo IP, che consente la separazione dei vari servizi web, hanno consentito lo sviluppo dell’IPinfo.
La IPinfo è :
• Ubiqua
• Interattività
• Interoperabile
• Multipiattaforma
• Always on
• Multidevice
• Nomadica
• Web2.0
La IPinfo consente ugc ( user generated contents ), il video-audiosharing, favorisce inoltre il social network, i blog, le R-Teach e la comunicazione virale e condivisa.
In tale contesto dove al centro risulta l’utente e non l’informazione, vengono spinte la multipersonalità, il multiruolo, la creatività e le emozioni.
Internauta web1.0 deve velocemente adattarsi ad una mutazione che allo stesso tempo cognitiva, comunicativa e sociale, sotto l’incalzare dell’ IPinformation."  



Ora la crossmedialità sarà dunque una tendenza crescente ,
una convergenza mediale e di infrastrutture che avrà profondi risvolti  nei consumi, nelle abitudini, nei comportamenti e nelle relazioni degli individui.


Saturday, February 02, 2013

Web dallo spazio al Tempo


Internet una struttura basata sul tempo, dinamica, sempre in movimento ...
fino a oggi, invece, il Web era basato sullo spazio...

 il bisogno di informazioni sempre nuove su nuovi stream-browser 
si vive di "real time " ... saremo tutti sintonizzati  sui nostri stream 
e su il  "worldstream (David Gelernter)


link articolo

Friday, June 22, 2012

Era Nomadica e digital brain

Nell'attuale Digital Comunication  stanno crescendo sempre più tre aspetti :
  • multidevices
  • nomadismo
  • always on 



Nomadismo nel lavoro , qui un interessante contributo di Michele Vianello, ma non è l'unico ambito.

Nel 2007 postavo su questo blog :

L’Era della IPinformation


La tecnologia attuale consente, ad una molteplicità di utenti, di accedere in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo alle informazioni necessarie, di selezionare dati tra diverse fonti e archivi informatici.
La diffusione molecolare dell'informazione è resa possibile con terminali portatili connessi alla rete, infatti gli utenti possono usufruire di una pluralità di dispositivi intelligenti, integrati nei più svariati tipi terminali mobili (cellulari,pda, smartphone, laptop) capaci di riconoscere e rispondere ininterrottamente in modo discreto e invisibile.Tutto ciò favorisce user-empowerment degli utenti.
La banda larga insieme al versatile protocollo IP, che consente la separazione dei vari servizi web, hanno consentito lo sviluppo dell’IPinfo.
La IPinfo è :
• Ubiqua
• Interattività
• Interoperabile
• Multipiattaforma
Always on
Multidevice
Nomadica
• Web2.0



La IPinfo consente ugc ( user generated contents ), il video-audiosharing, favorisce inoltre il social network, i blog, le R-Teach e la comunicazione virale e condivisa.
In tale contesto dove al centro risulta l’utente e non l’informazione, vengono spinte la multipersonalità, il multiruolo, la creatività e le emozioni.
Internauta web1.0 deve velocemente adattarsi ad una mutazione che allo stesso tempo cognitiva, comunicativa e sociale, sotto l’incalzare dell’ IPinformation.
La NetGeneration è già pronta e noi ?


Digital Information

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Sunday, November 20, 2011

Sharing Economy


I nuovi driver di Condivisione stanno facendo emergere una nuova economia , l’Economia della Condivisone ( dal  Connect al Share )
Prima si consumava ora si condivide anche se non ne siamo pienamente consapevoli
I social media stanno trasformando gli utenti da fruitori di informazioni a collaboratori , con azioni partecipate e condivise.Nel crowsourcing resta tuttavia una consistente fetta di popolazione dal 50% al 60%  in cui prevale l’ analfabetismo digitale  e la teledipendenza.    

L’85% degli internauti crede che le tecnologie web e mobili avranno un ruolo fondamentale nella costruzione di grandi comunità di condivisione per il futuro. ( * Rachel Botsman co-autore What's Mine Is Yours: The Rise of Collaborative Consumption http://collaborativeconsumption.com/ )

Gli utenti web sempre più Digitali  sanno scoprire nuovi modi di utilizzo dei beni e servizi in modo più collaborativo,dando valore alla condivisione, DigitalSharing .  (  Steve Mushkin, CEO di latitudine http://latd.com/  ) 

Nascono così i club del Prestito, i CouchSurfing, i Thredup , come ad esempio http://shareable.net/ 
Questo è  il decennio in cui rispondere alla domanda: "Quanto possiamo condividere?" ( Neal Gorenflo )

Non sorprende quindi che il 75% delle persone attualmente condivida dati personali o contenuti informativi attraverso le piattaforme di social networking. 
Inoltre, il 70% condivide  contenuti multimediali digitali, creazioni personali sotto licenza Creative Commons .

Altre ricerche evidenziano la nascita del consumo collaborativo :
-il 75% degli intervistati prevede che la condivisione degli oggetti fisici e degli spazi
aumenterà nei prossimi 5 anni.
- il 78% ha ritenuto che le loro interazioni online con persone li ha resi più aperti all'idea di condivisione con gli sconosciuti
 - Indipendentemente dal reddito, più di 2 / 3  ha espresso che sarebbe più interessata a condividere i propri beni personali se potesse fare soldi da ciò.
- Più del 60% ritiene che la condivisione facilita la sostenibilità, citando "Meglio per l'ambiente", come uno dei vantaggi della condivisione .*
- il 78% ha utilizzato il peer-to-peer come piattaforma Web, es. Craigslist o Freecycle, in cui la connettività in linea facilita la condivisione con le attività sociali.



 heyneighbor.com  è un social network del prestito gratuito con raccolta di materiali del tuo garage/cantina, è anche possibile scambiare favori
 airbnb.com consente alle persone di convidere spazi su prenotazione 
 getaround.com  scambio/prestito auto

. ( * Rachel Botsman co-autore What's Mine Is Yours: The Rise of Collaborative Consumption http://collaborativeconsumption.com/ )








Oltre le PMI
Le aziende possono offrire valore alle loro comunità, riconoscendo che denaro e prodotti non sono più l'unico, o il più prezioso elemento di una transazione, e questo è importante  per molti utenti web.
Il Valore viene trovato e riconosciuto in Valute alternative , o in Valute social.
La condivisione della cultura rende possibile lo sharing di qualsiasi cosa, comprese le competenze specialistiche, le conoscenze, le relazioni sociali.
Quando è stato chiesto di elaborare una propria partecipazione a concetti di business, molti partecipanti hanno immaginato dei servizi fondati sul baratto (scambio non monetario) con le altre persone di una comunità.
Attualmente, il 61% degli intervistati ha dichiarato la propria disponibilità di tempo, tempo da poter condividere , o la propria disponibilità/interesse nel farlo al fine di rendersi utili altri altri.
Il 16% già condivide il proprio tempo in una comunità organizzata o servizio.
Le aziende lungimiranti come Netflix e Threadless hanno già dimostrato che gli utenti possono fornire un valore per le imprese tradizionali senza comprare qualcosa: attraverso la parola, la creazione di contenuti, le comunità di innovazione, e non solo.

       






Nuova Economia


dalla proprieta’ - - - all’ Accesso

dall’acquisto - - -  allo Scambio

dal consumatore - - - all’ Utente

dai fornitori di merci  - - - ai Generatori di Esperienze servizi


                     













Friday, November 11, 2011

OverSharing


Nell'era dell' IperInformazione, rapida e abbondante, si tende a condividere (sharing) piu contenuti, fonti, link , persone fino a raggiungere forme di OverSharing.



La tecnologia digitale sta connettendo le persone alle informazioni,alle persone, alle cose fisiche in modo sempre più efficiente ed intelligente. Sta cambiando il modo di consumare, socializzare, mobilitare, le relazioni e stili di vita.

Con i microblogging, i social network in primis Twitter, Facebook e il recente GooglePlus, consentono aggiornamenti istantanei,  quello che era considerato veloce ora è divenuto obsoleto.

Recenti ricerche evidenziano  che l’ 85% degli utenti web ritiene utile la lettura delle risposte degli altri utenti in quanto li aiuterebbero a comprendere ed a elaborare le informazioni e gli eventi.

Il 73% sostiene che l’elaborazione delle informazioni si fa più approfondita e profonda quando esse vengono condivise ( Psychology Sharing del NYT   ).

Il 49% dice che la condivisione permette loro di informare gli altri su prodotti/servizi modificando la percezione/opinione sugli stessi.

Il 73% ritiene che condividere le informazioni aiuta a connettersi con altre persone con i loro stessi interessi, consentendo così un arricchiemnto personale, viceversa la non condivizione e la "deprivazione del websharing" comporterebbe : una deprivazione della crescita nelle relazioni RTech ( relazioni sociali  webmediate ) , una deprivazione della compagnia e delle conversazioni su Facebook,per il 78% la deprivazione annullerebbe il contatto con persone che  altrimenti non sarebbero contattabili con altri mezzi.






.

Saturday, March 05, 2011

La comunicazione nell’era digitale



Le nuove tecnologie non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si può affermare che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale. Con tale modo di diffondere informazioni e conoscenze, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione…


Nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in un social network ( rete sociale ), dove la conoscenza viene condivisa nell’ambito di scambi personali. La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell’informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione…
D’altro canto, ciò si scontra con alcuni limiti tipici della comunicazione digitale: la parzialità dell’interazione, la tendenza a comunicare solo alcune parti del proprio mondo interiore, il rischio di cadere in una sorta di costruzione dell’immagine di sé, che può indulgere all’autocompiacimento.
Soprattutto i giovani stanno vivendo questo cambiamento della comunicazione… conduce a stabilire nuove forme di relazione interpersonale, influisce sulla percezione di sé  …
Nella ricerca di condivisione, di "amicizie", ci si trova di fronte alla sfida dell’essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere all’illusione di costruire artificialmente il proprio "profilo" pubblico…


Anche nell’era digitale, ciascuno è posto di fronte alla necessità di essere persona autentica e riflessiva. Del resto, le dinamiche proprie dei social network mostrano che una persona è sempre coinvolta in ciò che comunica. Quando le persone si scambiano informazioni, stanno già condividendo se stesse, la loro visione del mondo, le loro speranze, i loro ideali … testimoniare con coerenza, nel proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente coerenti con i propri valori …


dobbiamo essere consapevoli che la verità che cerchiamo di condividere non trae il suo valore dalla sua "popolarità" o dalla quantità di attenzione che riceve. Dobbiamo farla conoscere nella sua integrità, piuttosto che cercare di renderla accettabile, magari "annacquandola"…

Non semplicemente per soddisfare il desiderio di essere presenti, ma perché questa rete è parte integrante della vita umana…
affinché il web non diventi uno strumento che riduce le persone a categorie, che cerca di manipolarle emotivamente o che permette a chi è potente di monopolizzare le opinioni altrui... ( Vaticano, 24 gennaio 2011, Festa di san Francesco di Sales )
BENEDICTUS PP XVI

Sunday, October 24, 2010

Dai socialnetwork al social-Moot

Nel web sempre più si vivono realtà molteplici, realtà aumentata, la mente così si deve addattare e trasformare alle nuove dinamiche sociali,tribali.
L’Io digitale ( Digit-Io ) si frammenta vivendo una molteplicità del sé, multipersonalità, identità mutevoli nomadiche, dove domina la comunicazione always-on , comunque e ovunque, con qualsiasi media, e nelle forme di ultramedialità.

Tutto va sperimentato condividendo esperienze, relazioni socialmediali ampiamente disponibili e fruibili in net-gruppi o net-tribù di breve durata, o creati per l’occasione, o vissuti in comunità di interessi.
Nascono così nuovi socialnetwork,nosocial, che superano,aboliscono l’esistente, in favore di presenze anonime , vedi 4chan.org o canv.as (di Christopher Poole ), in “città digitali” dove gli abitanti rigidamente anonimi vivono senza legge/regole, senza preoccuparsi delle conseguenze, ove, anche se per pochi istanti, tutto è consentito; vengono così rigurgitati messaggi/foto/insulti/denigrazioni/ecc…, senza lasciare tracce di sé.
Nuove forme di socialità/relazioni net-socialità e R-tech (J.Rifkin) in cui tutto va sperimentato, condividendo esperienze, (“socialnetworktualità ” ) al limite della civiltà e/o rispetto altrui, alcuni infatti parlano di socialità boorderlaine, parasocialità, imbarbarimento, i nuovi barbari, neotribù intorno al totem dell’anonimato.
Finita la società solida viviamo nella "liquidità" (Z.Bauman) dove tutto è mobile,temporaneo,veloce,immateriale,, mutevole, incerto,flessibile,precario. 


Si vivono così mutevoli forme di coscienza, digitIo proteiforme (R.J.Lifton), flessibile, capace di adattarsi continuamente alle nuove circostanze (on-line), esplicitando le possibili forme dell’auto-racconto del sè, o sviluppando nuove relazioni qualitativamente significative
( Valkenburg,Peter) ma anche con possibili fenomeni di cyber-violenza, relegando così l’off-line agli “immigrati digitali”.



Alcuni autori vedono internet non come una potente weapon of mass instruction (”arma di istruzione di massa”   N.Negroponte), ma come un weapons of mass destruction (”arma di distruzione di massa” ), o scontri  tra cyberterroristi e possibili cyberpolizziotti ... tra botnet e zombienetwork nel wiredWeb  (E. Kaspersky ) qualche speranza ci resta forse nel mobileWeb.


le tecnologie digitali avanzano…

Wednesday, September 01, 2010

Digital Brain e NetIntelligenze


Gutenberg ci ha reso stupidi ?
Internet e il Web allora ...

La società digitale modifica le nostre capacità cognitive
verso forme di intelligenza utilitaristica, più veloce e rapida, capace di multitasking e  simultaneità,
meno concentrata e analititica, ciò che per alcuni può essere definita NetIntelligenza.

Stiamo "evolvendo"verso un'intelligenza fluida, utilitaristica, che meglio si adatta al mondo/società digitale,
una intelligenza capace di trovare un senso nella confusione delle informazioni mediali (multitasking).
I nativi digitali sono inoltre capaci di risolvere nuovi problemi indipendentemente dalle loro conoscenze acquisite,hanno sviluppato una nuova creatività intesa come un mix di conoscenza e una serie di collegamenti/link , una capacità di connessione con altre "digital-persone" (socialnetworking)

Un'intelligenza che spende meno tempo a cercare di ricordare (search) e più tempo alla generazione di soluzioni, in grado di   sviluppare un'integrazione più avanzata delle informazioni, anche in termini valutativi.
Un'intelligenza veloce nel muoversi tra le informazzioni, senza approfondirle, ma capace di collegarle tra loro nella loro interezza o in parti, con possibili interconessioni di frammenti.


Un'intelligenza sempre in movimento, fluttuante più che concentrata,
capace di utilizzzare forme di intelligenza distribuita,
capace di un apprendimento nuovo, più informale che formale,
capace di scoprire in modo rapido ed efficace le informazioni estraendole da più media,spesso in modalità OffBrain
in modalità web-mediate più che in operazioni cognitive mentali pure,
più abile a trattare con una molteplicità di fattori.

Old capacity
vs New Capacity

  • possesso conoscenze
  • conoscenza
  • sequenzialità-rigore


  • logica riflessione
  • individualismo
  • realtà
  • fatica

  • condivisione gratuità info
  • esperienza
  • multitasking-spontaneità


  • /flessibilità-creatività-condivisione
  • collaborazione / team
  • iperrealtà
  • piacere divertimento gioco















( tag cloud post elaborata http://www.wordle.net/ )

vedi anche le Slide


@

Sunday, March 07, 2010

Economia immateriale, cognitiva, delle idee ...

La fine del fordismo (produzione industriale di massa mecanicizzata) e
di alcuni varianti postfordiste,
la globalizzazione (decentramento, delocalizzazzione, terziarizzazione ...)
la smaterializzazione della produzione in tutte le sue varianti,
passaggio da tecnologie meccaniche a quelle informatiche,
la crescita del lavoro cognitivo,
l’aumento della quota di capitale definito “intangibile”
(istruzione, formazione, ricerca e sviluppo, ...)
il ruolo determinante dell'innovazione,
la produzione di ricchezza a mezzo di conoscenza,
il trasferimento dalla manifattura alle fasi della produzione immateriali
portano con sè lo sviluppo di un ' Economia immateriale,cognitiva, delle idee.


Con il Web2.0, la Mobile Comunication, M2M, la conoscenza è diventata una risorsa maggiormente fruibile, accessibile e replicabile, sempre più mobile e indipendente dallo spazio e dal tempo.
La conoscenza :
si propaga facilmente, oltrepassando il concetto di proprietà;
ha un tempo di vita ultrabreve
può essere condivisa.

R.Siagri ci ricorda che il paradigma della rete è saper trovare le cose e non saper le cose ... dal know how ( economia della materia ) al know where...
benvenuti nell'Economia Immateriale.

Monday, February 15, 2010

Dall'economia materiale all'Economia Digitale


l'economia digitale in Uk occupa il 6% della popolazione , il 10% del Pil






La digitalizzazzione comporta ad un nuovo sistema di regole e condizioni che rivoluzionano
il mercato, il mercato e l'economia in quanto intesa attualmente.

"La nostra mentalità è fortemente basata sul l'economia materiale e segue delle regole legate al mondo fisico,materiale" ricorda S.Quintarelli

Seguiamo ancora una logica analogica che mal si conciglia con la logica Digitale, tendiamo ad utilizzare infatti categorie/concetti vecchi come, mercato, cliente, vendita, prodotti, consumo/i, ....

la società digitale sta evolvendo in forme di economia immateriale
dove le logiche economiche finora usate vanno in crisi ...
( vedi A Failure of Capitalism ), il fallimento del mercato, per altri siamo in economie occidentali al collasso ,per altri alla attention economy

in tale contesto parlare di monetizzazione delle attività, informazioni comprese,
si scontra con modelli quali il
gratis di Chris Anderson difficile, da accettare,
( L’economia digitale è basata sull’abbondanza delle risorse disponibili, e non sulla scarsità, quindi sul gratis ), le informazioni e i contenuti, al di là di chi li produce, sono gratis
anche perchè l'autore tende a sparire,
...

Sunday, January 17, 2010

L'Informazione si digitalizza

L'Informazione si digitalizza sempre più
lascia Gutenberg, la carta stampata, l'inchiostro, i libri
a favore del web ,

il digital divide scende in Italia al 51,3%


Anche l'informazione analogica delle tv è sempre più confinata
nella dieta mediatica alla popolazione anziana, immigrata digitale,
perdendo audience e interesse, nonostante l'incalzare del free speech media,
sta cercando ora nuova vita con il DT (digitale terrestre ) o su IpTV
trasferendo contenuti vecchi su media potenzialmente innovativi









Sul web l'informazione lascia la forma testuale, si parla infatti di press divide, a
favore dell'immagine e del video, youtube insegna, trasformandosi in infotaiment
e subisce un drastico ridimensionamento/durata temporale.ciò spiega il progressivo spostamento della blogosefra (blogging)
sull' twittersfera (microblogging IM instant message)



sul web ,sui blog, sulla posta elettronica dura solo 24 ore,
sui social network qualche ora
su strumenti di microblogging come Twitter pochi minuti


l'informazione evolve in IpInformation diventando sempre più multitasking,
multimediale, interattiva,nomadica ... ( vedi sotto e people centric media)


Tale Rivoluzione Digitale sta influenzando l'economia versus forme di economia/capitalismo digitale,
( vedi A Failure of Capitalism ), il fallimento del mercato, il mito 'too big to fail',
per altri di economie occidentali al collasso ,per altri di slow economy,
la crisi della politica di distretti industriali, nascono nuovi lavori/professioni
ma il mondo delle imprese pare non se ne sia accorto/non voglia accorgersene
in Europa qualcosa si muove

si parla anche di Medioevo Digitale


anche la PA ( pubblica amministrazione) e la Scuola lentamente muove i
primi passi nel Digitale ma la strada è ancora lunga
guterberg regna ancora con la carta,penna,fax, - lavagne,libri,matite



e i quotidiani, la carta stampata hanno aperto una vetrina sul web
fingendo/sperando che tutto ciò non li riguardi
( vedi Newspapers debacle, Newspaper Died e a writing Revolution)

la digitalizzazzione comporta anche la dematerializzazione di beni come nella musica digitale,
del videointrattenimento (declino delle vendite di prodotti fisici cd,vhs,dvd) o dei prodotti domomediali













nonostante incremento dei volumi di musica consumati via web
la digitalizzazione comporta anche uno specifico stile di vita (digital life) e crea
nuove identità proteiformi ( digit-Io)

«È una nuova civiltà. C'è proprio una divisione generazionale assoluta tra chi è digitale e chi non lo è. In effetti, quelli che io chiamo i “senzatetto digitali” sono molto intelligenti, molto bravi, di solito sono persone benestanti di 40 anni o più, ma hanno un problema: sono giunti su questo pianeta troppo presto. Queste persone imparano dai loro figli» (N.Negroponte ).

Qualche anno fa parlavo di IpInformation
mi pare che ci siamo arrivati ?
"La IPinfo è :
• Ubiqua
• Interattività
• Interoperabile
• Multipiattaforma
• Always on
• Multidevice
• Nomadica
• Web2.0
La IPinfo consente ugc ( user generated contents ),
il video-audiosharing, favorisce inoltre il social network,
i blog, le R-Teach ( relazioni su web)
e la comunicazione virale e condivisa.
In tale contesto dove al centro risulta l’utente e non
l’informazione, vengono spinte la multipersonalità,
il multiruolo, la creatività e le emozioni."


Monday, October 19, 2009

Internert cresce come mezzo di informazione indipendente


per tenersi informato quale mezzo e usato
dagli italiani ( confronto 2007-2009 )
--------------------------------------

Sat /DT * + 22%

Internet + 13,4%

Giornali - 2,9%

Settimanali - 1%

Radio - 0,6%

Tv - 0,3%

* Satellitare e Digitale Terrestre
---------------------------------------------
indagine Demos







L'indipendenza dell'informazioni rispetto
alla politica Internet star con 34,7 %


continua quindi il trend che abbiamo già segnalato nel 2006

L’Informazione, si cerca sul Web


I giovani non leggono più i giornali, lo sapevamo.


@