Wednesday, September 01, 2010

Digital Brain e NetIntelligenze


Gutenberg ci ha reso stupidi ?
Internet e il Web allora ...

La società digitale modifica le nostre capacità cognitive
verso forme di intelligenza utilitaristica, più veloce e rapida, capace di multitasking e  simultaneità,
meno concentrata e analititica, ciò che per alcuni può essere definita NetIntelligenza.

Stiamo "evolvendo"verso un'intelligenza fluida, utilitaristica, che meglio si adatta al mondo/società digitale,
una intelligenza capace di trovare un senso nella confusione delle informazioni mediali (multitasking).
I nativi digitali sono inoltre capaci di risolvere nuovi problemi indipendentemente dalle loro conoscenze acquisite,hanno sviluppato una nuova creatività intesa come un mix di conoscenza e una serie di collegamenti/link , una capacità di connessione con altre "digital-persone" (socialnetworking)

Un'intelligenza che spende meno tempo a cercare di ricordare (search) e più tempo alla generazione di soluzioni, in grado di   sviluppare un'integrazione più avanzata delle informazioni, anche in termini valutativi.
Un'intelligenza veloce nel muoversi tra le informazzioni, senza approfondirle, ma capace di collegarle tra loro nella loro interezza o in parti, con possibili interconessioni di frammenti.


Un'intelligenza sempre in movimento, fluttuante più che concentrata,
capace di utilizzzare forme di intelligenza distribuita,
capace di un apprendimento nuovo, più informale che formale,
capace di scoprire in modo rapido ed efficace le informazioni estraendole da più media,spesso in modalità OffBrain
in modalità web-mediate più che in operazioni cognitive mentali pure,
più abile a trattare con una molteplicità di fattori.

Old capacity
vs New Capacity

  • possesso conoscenze
  • conoscenza
  • sequenzialità-rigore


  • logica riflessione
  • individualismo
  • realtà
  • fatica

  • condivisione gratuità info
  • esperienza
  • multitasking-spontaneità


  • /flessibilità-creatività-condivisione
  • collaborazione / team
  • iperrealtà
  • piacere divertimento gioco















( tag cloud post elaborata http://www.wordle.net/ )

vedi anche le Slide


@

10 comments:

Gianni Marconato said...

Un caso concreto, con qualche riflessione e concettualizzazione

http://www.giannimarconato.it/2010/01/come-apprende-un-nativo-digitale-una-testimonianza/

Silverio Carugo said...

Sì: il prof. Daniele Pauletto fa parte di quel ristretto novero di persone che hanno il privilegio di 'vedere' nel futuro dell'istruzione.
Più degli altri, egli ha il dono di saper fare 'leggere' quelle cose anche a noi; che - diversamente da loro - non possediamo il dono della 'veggenza'.

--
Silverio Carugo
Rettore
DIDASCA - The First Italian Cyber Schools for Lifelong Learning

Gigi Cogo said...

Non riesco a dire qualcosa di intelligente, ma riesco a registrare comportamenti emergenti.
Le auto i treni, gli aerei vanno sempre più veloci e mentre corrono il paesaggio si nota sempre meno, non si percepiscono i particolari. L'obiettivo è la meta, subito, ora, prima che ci arrivi qualcun'altro.

Prof. Daniele Pauletto said...

i comportamenti sono frutto anche di paradigmi cognitivi e implicazioni sociali,
nell'era dell'oralità non c'era l'orologio/tempo non c'era necessità mentre fondamentale era la memoria, gli spostamenti erano limitati,
gutenberg ha portato la conoscenza sui libri poi l'orologio/tempo ha acquisito sempre più importanza, spostamenti/navigazioni/scoperte di nuovi mondi,la conoscenza era importante,
ora la società digitale in cui anche " L'obiettivo è la meta, subito, ora, prima che ci arrivi qualcun'altro..." cambia paradigmi e comportamenti ...

Prof. Daniele Pauletto said...

at Silverio Carugo

i sistemi educativi tradizionali, quali abbiamo ereditato dalla seconda metà del ‘700, sono strutturalmente incapaci di affrontare i problemi dell’educazione dell’homo sapiens digitale ...

w2wai - chiarofiume said...

La situazione schematizzata dalla tabella mi sta [naturalmente] stretta.

Nel nostro passato c'è una "old capacity" non divulgata e dimenticata [anche se ancora espressa in "specifici ambienti operativi"]: fare sistema.

Nel nostro futuro dovrebbe esserci una "new capacity" - da reinventare e divulgare - [in termini organizzativi]: fare rete.

Se non la reinventiamo usando [anche] il nostro cervello classico io mi dissocio fin da adesso [un cervello digitale technology driven non mi interessa].

Le mie motivazioni non sono ancora riuscito a raccontarle, in modo adeguato a far sentire coinvolti/actioned i miei interlocutori :-((

Magari ci provo ancora una volta, cercando di ripartire da Se il WEB confonde il nostro "cervello" prendiamocela [primi tra tutti] con i giornalisti

Alessia Nera said...

Il prof. Daniele Pauletto ha - da par suo - fatto il ritratto dello Digitally-empowered Student.
Per parte mia, sono lieta di informarlo che qui in DIDASCA stiamo preparando il PerCorso e-Student, nel quale cercheremo di dare concreta applicazione ad alcuni dei principi che egli ci ha indicato in questo blog.

--
ALESSIA NERA
Group Leader and Mentor
DIDASCA - Task Force for Innovation in Education
www.didasca.org

Silverio Carugo said...

@ Daniele Pauletto

Quoto il tuo testo:
"i sistemi educativi tradizionali, quali abbiamo ereditato dalla seconda metà del ‘700, sono strutturalmente incapaci di affrontare i problemi dell’educazione dell’homo sapiens digitale ..."

Sono pienamente d'accordo.
Tant'è che nel 1996 ho fondato un'associazione culturale - denominata DIDASCA - che si propone di coordinare l'attività delle nuove scuole, che ho chiamato Cyber Schools.

Nelle Cyber Schools il modo di insegnare (e di apprendere) sarà completamente diverso da quello attuale.
Un primo assaggio di questo nuovo approccio didattico verrà fornito con il pilot che DIDASCA condurrà durante l'anno scolastico 2011/2012 assieme a un centinaio di scuole facenti parte del DIDASCA Syndicate.
Preciso che si tratta di un corso di Matematica- tenuto in lingua inglese - erogato on line e in tempo reale da docenti in servizio presso una primaria università indiana.

Prof. Daniele Pauletto said...

@ Silverio
" Cyber Schools -
corso di Matematica- tenuto in lingua inglese - erogato on line e in tempo reale da docenti in servizio presso una primaria università indiana."

Ottima iniziativa da un lungimirante
Cyber Rettore

cosmico said...

Molto interessante, grazie molte e anche attraverso una segnalazione che mi è arrivata sul mio blog (http://didatticacolweb2.wordpress.com).
Ho impressione che questa sia una frontiera ancora tutta da scoprire, specie se cerchiamo di riflettere su come l'acquisizione umana di nuove conoscenze può essere in qualche modo parallelo con la strutturazione del web. In altre parole: è possibile che il web NON modifichi le "nostre capacità cognitive" perché in qualche modo le riflette, mostra una 'vicinanza metodologica' con esse?