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Monday, September 10, 2007

Narcisismo Digitale

...si sta imponendo una cultura del narcisismo digitale in cui si utilizza Internet per diventare noi stessi le notizie,l’informazione”. Andrew Keen ( The Cult of the Amateur)

Per alcuni autori i contenuti prodotti dal web2.0, il web partecipativio fatto di blog,video-audio-foto sharing,twitter,mashup sono prodotti "non-sense autoreferenziali", autocitazioni che vanno a gratificare l'Io, egosurfing.
L'io con cui eravamo abituati a lavorare si frammenta, vivendo una molteplicità del sé, delle multipersonalità, delle identità mutevoli. Nella Websfera domina la comunicazione comunque e ovunque, con qualsiasi media: tutto va sperimentato condividendo esperienze ( social networking), relazioni in gruppi reali o virtuali di breve durata, o creati per l'occasione.Si vivono così mutevoli forme di coscienza, il digit-IO proteiforme, flessibile, capace di adattarsi continuamente alle nuove circostanze, trasformandosi in forme di mimetismi buoni per l'occasione.
Alcuni autori evidenziano che il 90% delle comunicazioni web2.0 sono non-sense o autopromozioni ad orizzonti limitati alla propria egosfera.
Non è nuova la critica a una cultura capitalista sempre più individualista, in cui l’estetica, la conoscenza e la verità si muovono al di là della comunità per orientarsi e isolarsi verso l’Io.
La sola autorità ammessa è l’Io, a sua volta mandata in frantumi dalla cultura dell’anonimato online."Il continuo flusso informativo è un vortice che cattura contenuti rigurgitandoli in laghi artificiali e giganteschi, ma stagnanti e stantii... La cultura della modernità liquida non è più una cultura dell’apprendimento e dell’accumulazione, è invece una cultura del disimpegno, della discontinuità e della dimenticanza... lo sciame inquieto del Web inondandoci di soundbites e immagini fagocita le discussioni e i pensieri reali" (Zygmunt Bauman ).
La soluzione ? per alcuni il web 2.0 potrà funzionare solo reintroducendo elementi dell’ecosistema tradizionale e quindi gli intermediari che diano "autorevolezza" alle informazioni, per altri solo attraverso una presa di coscienza e libertà dalla "tirannia dell'io", anzi dell' io-digitale ( digit-io ).

Sunday, January 17, 2010

L'Informazione si digitalizza

L'Informazione si digitalizza sempre più
lascia Gutenberg, la carta stampata, l'inchiostro, i libri
a favore del web ,

il digital divide scende in Italia al 51,3%


Anche l'informazione analogica delle tv è sempre più confinata
nella dieta mediatica alla popolazione anziana, immigrata digitale,
perdendo audience e interesse, nonostante l'incalzare del free speech media,
sta cercando ora nuova vita con il DT (digitale terrestre ) o su IpTV
trasferendo contenuti vecchi su media potenzialmente innovativi









Sul web l'informazione lascia la forma testuale, si parla infatti di press divide, a
favore dell'immagine e del video, youtube insegna, trasformandosi in infotaiment
e subisce un drastico ridimensionamento/durata temporale.ciò spiega il progressivo spostamento della blogosefra (blogging)
sull' twittersfera (microblogging IM instant message)



sul web ,sui blog, sulla posta elettronica dura solo 24 ore,
sui social network qualche ora
su strumenti di microblogging come Twitter pochi minuti


l'informazione evolve in IpInformation diventando sempre più multitasking,
multimediale, interattiva,nomadica ... ( vedi sotto e people centric media)


Tale Rivoluzione Digitale sta influenzando l'economia versus forme di economia/capitalismo digitale,
( vedi A Failure of Capitalism ), il fallimento del mercato, il mito 'too big to fail',
per altri di economie occidentali al collasso ,per altri di slow economy,
la crisi della politica di distretti industriali, nascono nuovi lavori/professioni
ma il mondo delle imprese pare non se ne sia accorto/non voglia accorgersene
in Europa qualcosa si muove

si parla anche di Medioevo Digitale


anche la PA ( pubblica amministrazione) e la Scuola lentamente muove i
primi passi nel Digitale ma la strada è ancora lunga
guterberg regna ancora con la carta,penna,fax, - lavagne,libri,matite



e i quotidiani, la carta stampata hanno aperto una vetrina sul web
fingendo/sperando che tutto ciò non li riguardi
( vedi Newspapers debacle, Newspaper Died e a writing Revolution)

la digitalizzazzione comporta anche la dematerializzazione di beni come nella musica digitale,
del videointrattenimento (declino delle vendite di prodotti fisici cd,vhs,dvd) o dei prodotti domomediali













nonostante incremento dei volumi di musica consumati via web
la digitalizzazione comporta anche uno specifico stile di vita (digital life) e crea
nuove identità proteiformi ( digit-Io)

«È una nuova civiltà. C'è proprio una divisione generazionale assoluta tra chi è digitale e chi non lo è. In effetti, quelli che io chiamo i “senzatetto digitali” sono molto intelligenti, molto bravi, di solito sono persone benestanti di 40 anni o più, ma hanno un problema: sono giunti su questo pianeta troppo presto. Queste persone imparano dai loro figli» (N.Negroponte ).

Qualche anno fa parlavo di IpInformation
mi pare che ci siamo arrivati ?
"La IPinfo è :
• Ubiqua
• Interattività
• Interoperabile
• Multipiattaforma
• Always on
• Multidevice
• Nomadica
• Web2.0
La IPinfo consente ugc ( user generated contents ),
il video-audiosharing, favorisce inoltre il social network,
i blog, le R-Teach ( relazioni su web)
e la comunicazione virale e condivisa.
In tale contesto dove al centro risulta l’utente e non
l’informazione, vengono spinte la multipersonalità,
il multiruolo, la creatività e le emozioni."


Sunday, October 24, 2010

Dai socialnetwork al social-Moot

Nel web sempre più si vivono realtà molteplici, realtà aumentata, la mente così si deve addattare e trasformare alle nuove dinamiche sociali,tribali.
L’Io digitale ( Digit-Io ) si frammenta vivendo una molteplicità del sé, multipersonalità, identità mutevoli nomadiche, dove domina la comunicazione always-on , comunque e ovunque, con qualsiasi media, e nelle forme di ultramedialità.

Tutto va sperimentato condividendo esperienze, relazioni socialmediali ampiamente disponibili e fruibili in net-gruppi o net-tribù di breve durata, o creati per l’occasione, o vissuti in comunità di interessi.
Nascono così nuovi socialnetwork,nosocial, che superano,aboliscono l’esistente, in favore di presenze anonime , vedi 4chan.org o canv.as (di Christopher Poole ), in “città digitali” dove gli abitanti rigidamente anonimi vivono senza legge/regole, senza preoccuparsi delle conseguenze, ove, anche se per pochi istanti, tutto è consentito; vengono così rigurgitati messaggi/foto/insulti/denigrazioni/ecc…, senza lasciare tracce di sé.
Nuove forme di socialità/relazioni net-socialità e R-tech (J.Rifkin) in cui tutto va sperimentato, condividendo esperienze, (“socialnetworktualità ” ) al limite della civiltà e/o rispetto altrui, alcuni infatti parlano di socialità boorderlaine, parasocialità, imbarbarimento, i nuovi barbari, neotribù intorno al totem dell’anonimato.
Finita la società solida viviamo nella "liquidità" (Z.Bauman) dove tutto è mobile,temporaneo,veloce,immateriale,, mutevole, incerto,flessibile,precario. 


Si vivono così mutevoli forme di coscienza, digitIo proteiforme (R.J.Lifton), flessibile, capace di adattarsi continuamente alle nuove circostanze (on-line), esplicitando le possibili forme dell’auto-racconto del sè, o sviluppando nuove relazioni qualitativamente significative
( Valkenburg,Peter) ma anche con possibili fenomeni di cyber-violenza, relegando così l’off-line agli “immigrati digitali”.



Alcuni autori vedono internet non come una potente weapon of mass instruction (”arma di istruzione di massa”   N.Negroponte), ma come un weapons of mass destruction (”arma di distruzione di massa” ), o scontri  tra cyberterroristi e possibili cyberpolizziotti ... tra botnet e zombienetwork nel wiredWeb  (E. Kaspersky ) qualche speranza ci resta forse nel mobileWeb.


le tecnologie digitali avanzano…

Saturday, March 08, 2008

Webalienazione


Domina Internet e il Web e con esso cresce il narcisismo digitale
( il disturbo narcisistico si manifesta con una condatta circospetta, impulsiva,orientata alla ricerca ad ogni costo della riuscita e del prestigio, con incapacità di tollerare insuccessi o critiche) e la webalienazione è alle porte. Il web facilita la cultura narcisitica della personalità, il culto della personalità, dell'apparire e di esibirsi sul web con i propri scritti, foto, video e messaggi reso ormai facile con le applicazioni web2.0 ( il web partecipativio fatto di blog,video-audio-foto sharing,twitter,mashup ...).

Dal narcisismo alla webalienazione il passo è breve :

Proliferano nella rete identità mutevoli e mascherate, eccessi di egoismo individuale puro che spingono l'io ad un isolamento nello spazio virtuale,
deliri narcisiti in forme replicanti su blog e social network,
forme di vita isolate dipendente dal web che si spingono fino a stati borderlaine.
Il cibernauta tende facilmente a costruire forme di socialità artefatte, in cui la propria identità e quella degli altri utenti possono essere facilmente mascherate, falsate e manipolate ( es. in web chat nelle sue varie forme).
Nessuno sa chi sei nè dove sei, si creano contatti sui social network autoselezionati a propria misura e gratificazione , con il culto del numero di contatti e con la selezione degli utenti più consoni ai propri gusti e idee , vengono alimentate forme di endonismo digitale, con parossimi come quelle di crearsi una webtv personale, dove un io dilato e liquido perde intere
notti insonni.

Cresce la mercificazione della propria vita interiore o altrui con strumenti di condivisione ed interazione, anche della propria privacy in video autoprodotti e resi pubblici ad es. su Youtube ( casi di bullismo ).

Nella webalienazione predomina il principio del piacere a discapito del principio della realtà, crescono forme ossessive e compulsive ( videocompulsione ) legate all'uso del web, e forme di netdipendenza, l'importante è apparire ed essere connessi ( connect Syndrome, T6C ), comunicare comunque e ovunque, con qualsiasi media ,